Redazione. Oltre il Verrocchio

Il Verrocchio 12/05/2017
Archiviata la provincia, ormai alle porte della vera stagione di Palio con  i tre grandi appuntamenti di maggio Fucecchio, Legnano e  Ferrara sembra naturale tentare di tracciare uno “stato”dei palii soprattutto in una  stagione che scontrandosi con le modifiche alla legge Martini ha messo comunque tutti di fronte a grandi novità, cercando anche di mettere lo sguardo un poco più avanti, al 2018.

Al  Verrocchio abbiamo deciso che questo sguardo non poteva essere frutto solo dei nostri occhi, c’era necessità di una  visione più ampia, ecco nascere  così la collaborazione con i ragazzi di Oltre la mossa.
Lo spunto delle nostre riflessioni nasce dalle parole di due amici, Massimo Elia della Nuova Provincia e Marco Conti di Amiatanews, che su queste testate hanno espresso recentemente una  forte preoccupazione per quello che sarà il futuro delle loro piazze, Asti e Piancastagnaio.

Buona lettura.


2017 si è aperto con la lotta di Buti , coraggioso faro contro il Ministero, un percorso battuto da soli, una  di quelle guerre che si fanno pur sapendo di perdere, ma sane da combattere perché si difende ciò che sentiamo come  profondamente nostro.
Buti ha perso apparentemente, in sostanza hanno perso le tradizioni bistrattate dalla legge, Buti poi si è rialzata e ha scelto con saggezza di mantenere vivo il proprio palio, a prescindere dalla razza che lo corre, ha salvato il proprio passato e guardato avanti con la convinzione che, come ha scritto per noi il presidente del seggio delle Contrade di Buti, Lorenzo Caturegli, “ un paese con un palio è un paese migliore”.
La vicenda di Buti ci ha però insegnato che ai piani alti poco interessa della storicità di un palio , poco importa di una  festa che sostiene una  comunità e le attraversa l’anima.

Poi è stata la volta di Legnano, un palio più forte di Buti perché più ampio è il suo bacino, più grandi sono le forze messe in campo. Ma non è stato semplice nemmeno per loro, pur potendo disporre di un tracciato esemplare, di misure di sicurezza e di una  struttura organizzativa capace di far fronte alle richieste del decreto., anche al nord hanno rischiato. Alla fine la decisione ministeriale ha permesso almeno per quest’anno di garantire alle Contrade di correre coi purosangue.Ma  Legnano ha guardato ancora più avanti, è recente la presentazione del progetto relativo ad una  nuova pista, collocata in un luogo storico della città che conferisca anche alla corsa la stessa solennità del cerimoniale paliesco  legnanese.
Il placet di Legnano ha tranquillizzato anche un un’altra piazza di spicco: Fucecchio, c’era preoccupazione di fronte ad una eventuale svolta obbligata di Legnano sui mezzi, trovarsi  con due palii, Legnano e Ferrara,  entrambi ad ingaggio sarebbe stato complicato per  salvaguardare l’appetibilità della corsa nella Buca D’Andrea .

Scampato questo pericolo  Fucecchio comunque ha cercato di migliorare le armi in campo, aumentando i premi ai cavalli scelti e cercando di mettere in piedi una  stagione di corse di un certo livello, questo è un palio  che pur mettendo in atto la corsa non in una  piazza storica , riesce ad esercitare sempre più appeal, Fucecchio  è un palio in forte crescita “spontanea”, un palio che grazie al fascino della tratta, alla passione tutta toscana di vivere certi sentimenti, ai giochi strategici favoriti da un palio col sorteggio dei cavalli sta scalando , ammesso che esista , la classifica dei palii più importanti..

Poi  c’è Ferrara che forte di un richiamo alla storia di questa città si è ritagliata uno spazio tutto proprio e che regge benissimo a livello di confronto relativo ad  interesse e  partecipazione la concomitanza con Legnano .

Infine ci sono gli altri tre palii coi mezzosangue, tutti toscani, quelli che si snodano da giugno in poi, Castiglion Fiorentino, a ingaggio, che si appresta a festeggiare il 40 anno dalla ripresa dell’effettuazione del palio con grande slancio e una  notevole serie di iniziative, Bientina, sempre ad ingaggio, altra piazza arrivata ad un anniversario storico importante  che sarà festeggiato con un palio straordinario in agosto e Castel Del Piano, l’unico palio con  Siena e Fucecchio rimasto a tratta . Tutte e tre manifestazioni vive e vissute non solo dall’interno delle proprie contrade ma anche da fuori segno che si è trovata la giusta alchimia tra spettacolo, corsa , storia e tradizione.

Poi le note dolenti, Asti e Piancastagnaio Impossibile in questa breve occhiata ai nostri palii non tenere di conto le parole di riflessione amara ma doverosa da parte di chi ama la propria festa come Massimo Elia e Marco Conti.

Asti che per prima si era trovato alla scontro diretto con le modifiche nel 2016, aveva dalla sua il vantaggio di un anno di anticipo su tutti per gestire la questione puri-mezzi, vantaggio che evidentemente non è stato afferrato al volo,  totali ancora le incertezze, puri o mezzi, quale  la pista in cui correre,  numero dei partecipanti alle batterie, nulla di certo è stato deciso,  perché , e lo dimostrano le altre esperienze, se si teme di non essere all’altezza dei requisiti imposti, c’è sempre la soluzione di decidere come cambiare e modificare il proprio palio prima che lo imponga la legge scritta, certo si tratta di una  presa di posizione forte ma vale la pena di rischiare quando a pochi messi da settembre ancora si brancola nel buio. E’ strana la situazione di Asti  palio che fino a pochi anni fa per una serie di motivi era considerato il secondo d’Italia, poi sono mancate tante cose, tante spinte forse anche dall’interno, da parte di chi il palio oltre ad organizzarlo deve promuoverlo su certi canali, sta di fatto che adesso le quotazioni di asti sono in picchiata seminando dubbi in tutti, contradaioli, appassionati ed addetti ai lavori, proprietari e fantini che ancora non hanno  indicazioni certe.

Infine Piancastagnaio, palio cosi legato nella storia  ma nello stesso tempo cosi diverso  non solo per la scelta dei puri da Siena,  un altro palio combattuto che si fonda sul profondo peso che hanno le contrade nella società pianese, anche qui , come ad Asti ancora si barcamenano fra se e ma senza aver preso nessuna strada.


Il Verrocchio ha raccolto nel tempo le impressioni  da tutte le piazze con la forte convinzione di appoggiare ogni Palio, inteso non solo perché corsa di cavalli di cui siamo appassionati ma soprattutto inteso come motore diverso e positivo nel contesto sociale. Non abbiamo mai nascosto il sentore che la modifica alla Legge Martini possa essere solo l’inizio di una  serie di problematiche che si abbatteranno sulle nostre feste e col tempo abbiamo potuto osservare come un’idea iniziale di pochi stia diventando una volontà di molti, quella di  mettere a sedere ad un unico tavolo tutti per condividere e confrontare le esperienze, le criticità e le competenze migliori e se necessario poter creare una  voce più forte perché unitaria.

E chi il palio lo ama al punto da aver avuto la voglia  di raccontarlo come il verrocchio e oltre la mossa non può far  altro che condividere l’amarezza dei due colleghi, il palio se lo si ama , si deve far di tutto per difenderlo anche se difenderlo vuol dire esporsi e rischiare con un cambiamento , sperare in un occhiata benevola a maggio nei confronti di due pali da corrersi in agosto e settembre sembra troppo utopistico e forse lo è..

La situazione di Asti è quella che, anche solo per i 21 cavalli impiegati, desta maggiore preoccupazione agli addetti ai lavori. Mancando al momento una strategia concreta per l’adeguamento o addirittura lo spostamento del tracciato di gara, è quasi certo che per il palio 2017 si andrà in deroga all’ordinanza, così da non snaturare la manifestazione proprio in occasione del 50° anniversario dalla sua ripresa.  Una soluzione temporanea, che potrebbe non rivelarsi più percorribile già dall’anno prossimo.Di queste ore è  la notizia di una possibile apertura sulla vicenda “Asti” con piccoli segnali di comprensione da parte del Ministero, ma nulla di ufficial e ancora. Ma la prima a dover decidere cosa fare da grande è Piancastagnaio, se non altro per una semplice questione di calendario. Qui si aspetta che sia l’urgenza a imporre una scelta scomoda e non condivisa da tutti come il passaggio agli anglo-arabi.  A differenza di Asti, il palio pianese ha il destino nelle proprie mani.  La pista viene ricavata all’interno di un impianto che ha troppe analogie con quello di Legnano per credere che non si sappia come soddisfare l’ordinanza ministeriale. Un semplice copia-incolla di quanto fatto all’ombra dell’Alberto da Giussano darebbe continuità alla tradizione, ma forse manca la volontà.  Il flirt tra Piancastagnaio e gli anglo-arabi lascerebbe Legnano sempre più sola, senza però modificare quasi nulla nel panorama paliesco.  Pochi i cavalli coinvolti, con la possibilità di impiegare quelli scartati alla tratta (di Siena) una settimana prima senza stravolgerne la preparazione.

Per quanto il palio 2017 possa essere salvato dalla tempestiva firma del Sindaco, già dal 2018 le probabilità di avere i mezzi in Piazza Alfieri saranno maggiori.  A che prezzo però?  Nel momento di massima difficoltà, il mondo del Palio ha fatto sua la filosofia del “mors tua vita mea”.  Calato nel contesto, il ruolo di vittima sacrificale rischia di toccare a Castel del Piano, terzo e ultimo evento a tratta della stagione, che precede Asti solo di una decina di giorni.  Al di là delle eventuali sovrapposizioni, sarebbe un’incognita anche la gestione dei cavalli, la cui stagione si allungherebbe di un mese abbondante, con possibili ripercussioni sul loro programma di lavoro.

Parlando di stagione allungata non va dimenticata Buti, che dal 2018 sarà un po’meno slegata dai meccanismi di altre piazze.  Nel 2018 la loro transizione verso i mezzi sarà definitiva e finalmente le dirigenze potranno muoversi fin dai primi di ottobre.  In questo caso l’inizio anticipato della stagione paliesca potrebbe portare ad una programmazione differente dell’intera preparazione per i cavalli prescelti, togliendoli magari dal lotto dei papabili settembrini o facendoli arrivare con un diverso stato di forma agli appuntamenti primaverili.

Ma se, come successo a Buti, i contradaioli di Asti e Piancastagnaio dovessero scoprire che, in fondo, nulla della magia che avvolge il loro amato palio è andata perduta, cosa farebbe Legnano?  Basterebbe una piccola modifica al regolamento per vedere esordire gli anglo-arabi all’ombra dell’Alberto da Giussano.  Il battito d’ali di una farfalla che, assecondando questo primo scenario futuribile, seppur impercettibile innescherebbe uno tsunami pronto ad abbattersi su Fucecchio prima ancora che su Ferrara.  Perché, nonostante la concomitanza tra il palio estense e quello lombardo, il meccanismo della tratta penalizzerebbe oltremodo quello che si corre nella Buca d’Andrea.  Difficile secondo tutti gli addetti ai lavori competere con due palii a ingaggio che potrebbero bloccare fin dall’inverno una trentina di soggetti in tutto, tra provaccia (a Legnano) e cavalli di riserva.  I toscani, che come è stato detto farebbero fatica a sopportare un tale affollamento sul finire di maggio, potrebbero optare per uno spostamento di data.  Ma non sarà facile farlo senza creare nuove criticità: “mors tua, vita mea” abbiamo detto, ma così non se ne esce.

Ma stiano tranquilli a Fucecchio perché, oltre a ogni possibile suggestione, Legnano è pronta a restare sola.  Anche orfana di Asti riuscirebbe a seguire la strada tracciata.  Nel breve periodo i fantini e le Contrade potranno lavorare sui soggetti tutt’ora presenti, ma anche allargando l’orizzonte temporale la situazione diverrebbe complicata ma non impossibile.  Senza il bacino di utenza astigiano si teme un impoverimento qualitativo per la provaccia, ma resta la certezza di poter contare su soggetti di livello per la domenica.  Gli stessi fantini, buttando l’occhio alle possibilità economiche del palio lombardo, avrebbero l’incentivo per tenere in scuderia almeno un paio di soggetti purosangue.  Un’altra strada, altrettanto percorribile e versi più affascinante, sarebbe quella di demandare l’investimento del cavallo totalmente alla Contrada.

Basterà l’impegno di uno per far dormire sonni tranquilli a tutti gli altri

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