Piancastagnaio. La Notte delle Bandiere apre i giorni di un Palio “sospeso”

Il Verrochhio (Marco Conti): Piancastagnaio 22/07/2017
Domani sera in Piazza de l’Orologio, si rinnova il cerimoniale che dà inizio ai giorni di una Festa ancora in cammino

I lettori lo sanno, sono un Contradaiolo…

Ormai ci siamo, “è Palio”, come le ultime parole che domani sera verranno pronunciate da Rettore del Magistrato e dal  Sindaco, in quel di Piazza de’ l’Orologio, luogo di arrivo e partenza delle quattro Contrade Pianesi che domani sera, 1 Agosto intorno alle 21.30, daranno il diritto al Capitano di issare il proprio simbolo definendo i propri confini, del resto ancora provvisori e degni di definizione qualunque ne sia la decisione deliberata.
Una cerimonia che, attraverso la bandiera, vuole risaltare il significato di una Festa che trova nella competizione e nella rivalità tra le Contrade, il senso d’unione di un’intera comunità. Almeno questo è il valore originario di quando, pochi anni fa, la “Notte delle Bendiere” fu proposta dall’allora Rettore del Magistrato delle Contrade, Marco Bagno, condivisa dall’Amministrazione Comunale e le stesse Contrade.

Tutto il cerimoniale ruota attorno alla bandiera, simbolo vero e amato della Contrada, inviolabile e intoccabile, come sacrilego. Quasi un simulacro, un’immagine tra disegni e simboli, dipinta su seta che si lancia, si avvolge, si bacia e con essa ci si asciuga. Che poi, ridotta, diviene fazzolettone, da portare al collo e, come alcuni fanno (sempre troppi), messa dissacralmente e sgraziatamente sulla spalla, sui fianchi o chissà in quale altro “posto senza posto”.
Nella “Notte delle Bandiere”, la seta, divenuta ahimé acrilico dagli occhi a mandorla, è comunque il simbolo del “passaggio del comando” dal Priore e il Capitano, a indicare il momento della strategia e della volontà di vittoria. Tre le figure che toccheranno la bandiera, in un passaggio di mani troppo lungo, consegnata dal Difensore (ancora) al Priore e da questi al Capitano, che ne raccoglie le motivazioni ed il valore, issandola nel primo confine di casa.

Sarà Piazza de’ l’Orologio il punto d’incontro di un Palio così sospeso quest’anno tra silenzi e mormorii celati, tra carte bollate e ricorsi protocollati (non quelli dell’amico Giovambattista), tra cavalli di “razza sconosciuta” da queste parti e “sangui insanguati a dovere” (lo so non è puro italiano è mezzo – smile ironico 😉 – . Una sospensione che prima o poi dovrà mettere mente, piedi e zoccoli a terra, di uomini, asini (spero micci amiatini almeno) e cavalli, quando il canapo andrà giù cancellando in un sol colpo tutte le chiacchiere di un anno per una speranza che era già certezza decisa da tempo che fu.

La preoccupazione è che, in fondo, questo Palio che domani sera si accenderà come la Croce monumentale dell’Amiata, sia stato fin troppo discusso, ricco di polemiche e angosce esagerate, ma passionali. Me compreso e protagonista talvolta irriverente di tante storie tutte da raccontare più in là, dopo una bella doccia Vidal (ricordate lo splendido purosangue bianco?), una lavata ai denti con la Pasta del Capitano (appunto) e del borotalco Neutro Robert’s (non sarebbe borotalco) sotto le ascelle che grondano di un sudore equino, nuova fragranza antidoping da infialettare in caso servisse. Tutto questo è già probabilmente troppo, per una festa che deve ancora realisticamente trovare una vera e propria collocazione, soprattutto nel cuore, nell’anima e nella gestione degli stessi Pianesi, dei cittadini e di tutti. È sicuramente un Palio nuovo, una corsa nuova, una strategia nuova e un’aria nuova. Ma passione e appartenenza non devono essere nuove, semmai, debbono rinnovarsi, nel meglio che è a divenire.
E forse, è in questo senso che andrà vissuta la “Notte delle Bandiere” di domani sera, quando le contrada diverranno protagoniste rappresentando tutta la comunità in un momento intimo e allo stesso tempo condiviso con l’oltre confine. E’ il momento della raccolta, dell’unione divisa e condivisa all’ingresso dei quattro rioni che divengono come piccoli paesi, quasi di spirito autarchico, dentro i propri confini e i colori che li disegneranno ricordandone la storia, la tradizione, la passione e l’appartenenza.  Un Capitano, che diventa Duce, comandante, condottiero e soprattutto responsabile della Vittoria e della sconfitta. Sì, perché in fondo, proprio le Contrade potrebbero insegnare molto sotto questo aspetto, quello della responsabilità, dove tutti a questo mondo, si cerca sempre di sfuggire, allontanandola nel caso di errore e sostituendola con scuse a se stessi a mai agli altri. Di questo si potrebbe parlare molto anche in questo Palio dove responsabilità e scuse sono andati a braccetto, arti della stessa persona. Come quelle di chi apparirà per presto scomparire, incassato il biglietto.

Buona Notte e Buon Palio a tutti.

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