Il nostro Palio d’Inverno

Il Verrocchio 21/10/2017
Vi terremo compagnia anche nel breve, sicuri che … “Un paese con un Palio, è un paese migliore.”

Un anno intenso di Palio, il primo per il Verrocchio, un anno di cambiamenti importanti e sofferti, un anno che, per alcuni versi, segnerà il passo in maniera definitiva per alcune piazze e che invece ne proietterà altre su dimensioni diverse.
Un anno dominato dal faticoso, perché così è stato, passaggio dai puri agli anglo arabi, in ben tre piazze; non ci sono state delusioni e, se ci sono state corse meno combattute, vedi Asti, non è stato per il valore dei mezzi in campo ma per un allestimento della pista non proprio adatto a questa tipologia di cavallo.
Noi ci siamo stati, sempre, a modo nostro; sempre con la voglia di guardare avanti e accanto, quando accanto si intende un poco oltre la corsa, alle vostre emozioni, alle vostre storie piccole e grandi, alla delusione e al successo dei vostri colori.
Siamo stati a Buti, una Buti inaspettatamente calda quest’anno, che viveva con curiosità il nuovo corso di un Palio antico e saldo, dove abbiamo visto Bonantonio da Clodia volare per la Croce e abbiamo letto nella finale qualcosa che poi sarebbe accaduto a maggio, a Fucecchio: il dominio di una scuderia che tra primi e secondi, quest’anno ha sbaragliato tutto e la stella nascente (annunciata) nella Provincia di Gavino Sanna. Per noi il Palio di Fucecchio passava da Buti e così è stato. Poi in Buca, con la vittoria di Sant’Andrea,  ci siamo goduti con voi l’esordio nel “suo Palio” di Adrian Topalli; da lì, il suo 2017 sarebbe stato un crescendo di successi e soddisfazioni finalmente riconosciute da tutti. Poi il doppio impegno di Legnano e Ferrara, la grinta di Tittia per Legnarello, il suo bel duello con Mari; due, che poi, nella stagione,  sono andati via via opacizzandosi e, in Piazza Ariostea, la vittoria di Mereu e Pressing in San Giorgio, coppia di sicurezza per metodo e applicazione. Ed ecco Castiglion Fiorentino, col suo Palio da vivere su due binari, col principe di quella pista, Bighino nel Cassero.
Poi, come vi avevamo promesso, la pausa Siena, un argomento troppo vasto ancora per noi, già raccontato in maniera esaustiva, professionale e ampia dai colleghi.
Poi a Bientina, al Palio ordinario di San Valentino, una corsa difficile che a Luglio ha dimostrato come il Palio si può fare e si può vincere in tante maniere: la prima è essere pronti ad approfittare delle defaiance dei diretti concorrenti: eccolo Chessa e Quattro Mori Vincenti ma, soprattutto, ecco il primo palio del Villaggio.
Da lì ancora Siena e poi Piancastagnaio, uno dei Palii di casa del Verrocchio, ancora Bonantonio che regala la vittoria al Coro con Caria, con una corsa esemplare e dietro a questa accoppiata il futuro re della provincia, se la proprietà deciderà di continuare a impiegarlo in queste piste, Unico de Aigheta, uno di quei cavalli a cui davvero non manca nulla per diventare il numero uno.
Ed ancora di nuovo a Bientina per lo straordinario, Puntone, Topalli e San Vittorie, una vittoria che è  stata soprattutto il coronamento di una bella storia. Infine settembre, Castel del Piano con la vittoria della Storte e Antonio Siri, uno di quei fantini che abbiano visto attraversare in un anno varie  fasi  e che alla fine ha trovato la strada nel 2017 del successo così come poi Gingillo in San Lazzaro ad Asti, con Bomario da Clodia , anche per lui come per Siri, fantini forse un poco più raffinati, si è vista la difficoltà di adattarsi a una provincia fatta da fantini di pista sempre più numerosi e una certa politica di palio più ampia che premia altro.

Ma vi abbiamo raccontato anche la provincia delle corse, quella più genuina e più scomoda ma che ci piace tanto e tante altre storie, storie di uomini e cavalli, ma anche di donne di Palio con le castellane. Abbiamo cercato anche con le immagini dei nostri collaboratori, su tutti Francesca Pierucci, Jessica Ibba, Alessio Pacini, Andrea Fuso e Giovanni Muroni, di raccontarvi la vostra passione attraverso i vostri volti, i vostri costumi storici e i vostri colori in corsa.
Alcune cose cambieranno; con il 2018, Asti si correrà ad inizio settembre e questo spostamento di data inciderà su altre piazze in maniera importante; ci saranno circa 40 cavalli che ad un certo momento della stagione saranno già opzionati e in stand-by, forse. Questo cambiamento,  forse si sentirà sui palii della prima metà della stagione, ma, poi, potrà avere il suo peso; di conseguenza, forse cresceranno gli ingaggi per i cavalli, per cercare appunto di accaparrarsi i migliori e si sposteranno anche i bacini di ricerca per i mezzosangue; Sardegna e Narduzzi, saranno ancora i privilegiati ma si inizierà anche ad andare fuori, in Francia, ad esempio.
Aspettiamo qualche volto nuovo di fantini emergenti; ci riproverà Di Stasio, sicuramente. Ma questo sarà anche l’anno in cui alcuni nomi forse entreranno dalla porta principale per la prima volta, su tutti  Bitti e Guglielmi.  Non cambierà Legnano, ancora salda sull’utilizzo del purosangue, grazie a un lavoro fatto negli anni; lì si aspettano alcune novità in fatto di fantini, forse ci sarà l’esordio di Sanna (Gavino) nel palio del Carroccio.
Ma, al solito, sarà Siena a giostrare la regia principale di molto di quello che accadrà altrove, in questa sorta di risiko complesso e delicato da gestire in cui, però, spesso e fortunatamente, la sorte riesce a far saltare il banco predisposto.

Il Verrocchio cercherà di tenervi compagnia anche nel breve; Buti e Gennaio sono già vicinissimi. Inverno di Palio, provando a raccontarvi quella che è l’intimità delle scuderie quando cala il sipario  della stagione, le aspettative e l’impegno degli astri nascenti fra i fantini, cercando di seguire non le notizie ma le storie, non le anteprime ma le vicende, che ci permettono di avvicinarci a percorsi di vita, di storia e di Palio, forti e sicuri del fatto che “un paese con un Palio è un paese migliore”.

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