Buti, si riparte

Chi ama il mondo del Palio è fortunato; vive una  primavera molto anticipata grazie al Palio di Buti.

Quest edizione sarà ancora più importante di quella dello scorso anno, quella , cioè, storica che ha segnato il passaggio dai purosangue all’angloarabo perché il tempo a disposizione delle Contrade è stato quello canonico, offrendo tutte le possibilità sulla piazza non solo di cercare di formare la migliore accoppiata possibile ma anche di creare un certo tipo di rapporti e legami che con la quasi totale scomparsa dei fantini solo di pista dal tracciato di Buti, lega ogni attimo sempre di più questa corsa con le altre del “ grande circuito” dei Palii più importanti anche dal punto di vista politico.

Per la prima volta non ci sarà in pista Angelino Cucinella, volto ormai affezionato alla festa di Sant’Antonio, protagonista di molte edizioni recenti, dei colleghi “solo”di pista rimane in gioco, almeno per quest’anno, solo Alessandro Fiori, vittorioso all’esordio lo scorso anno e totalmente distante dal mondo della provincia e delle corse a pelo,

Ma Buti, si sa, è in quella terra di confine, dove si fa il Palio, ma si fa sella e dove il peso e la capacità di amministrare la velocità di un cavallo fino allo spunto finale conta da sempre, ma quest’anno, sintomo anche del nuovo corso di questa festa, i volti, quando più quando meno che dalle regolari hanno optato o lo stanno facendo per la provincia sono in gran numero, anzi tutti escluso appunto Fiori.

E se l’anno passato da Buti sostanzialmente come avevamo predetto passava il Palio di Fucecchio, nel 2018 sono tante le piazze che si affacciano sul tracciato butese; da Asti a Siena, non più solo Fucecchio.

I mezzosangue hanno definito in maniera nuova questa festa, senza dubbio; il tempo a disposizione per gli ingaggi e lo studio di questa tipologia di cavalli ha portato le Contrade ha presentare un gruppo di soggetti di qualità indiscussa con il predominio numerico dei da Clodia, mattatori della passata stagione ed altri nomi notevoli.

L’esperienza insegna però che ad una  prima analisi, aspettando il sorteggio delle batterie di domenica 14, le considerazioni di partenza vanno fatte sulla completezza delle accoppiate, su questo criterio, un paio di spanne sopra gli altri c’è San Rocco con Gavino Sanna e Bomario da Clodia, già presenti insieme lo scorso anno, possono contare sia su una  evidente affinità stabilitasi tra i due grazie all’ esperienza del 2017, su una stagione passata che li ha confermati ognuno attraverso le proprie vittorie e la propria forma; un binomio insomma, quello biancorosso che può contare sui favori dell’esperienza, della qualità e del pronostico.

Poi la Croce, vincitrice uscente, che conferma Bonantonio e lo ha accoppiato con Michel Putzu, all’esordio nel Palio dei grandi, suo allenatore; anche questa sulla carta sia per la grande potenza del soggetto che per l’ovvia conoscenza che ognuno dei due ha dell’altro le potenzialità ci sono tutte; importante sarà la capacità di Putzu di inserirsi nel gioco e di tenere a bada le possibili emozioni.

L’altro da Clodia in pista sarà Ribelle, fresco vincitore del chilometro lanciato a Napoli, ennesima punta di diamante uscita dall’ allevamento, l’adattabilità al canape e ad un’atmosfera totalmente nuova sono le domande scontate per il soggetto ingaggiato da San Francesco, senza dubbio lo monta il fantino più nelle sue corde rispetto agli altri, Alessandro Fiori.

Ascensione tenterà il successo con Di Stasio, al rientro in provincia dopo il brutto infortunio della tratta di agosto, ed Umatilla, la cavallina con cui Tittia ha conquistato nel 2017 la finale ad Asti con una batteria di grande potenza: i neroverdi hanno aspettato con fiducia e un forte legame che il proprio fantino fosse pronto; Di Stasio si gioca per il secondo anno una  carta importante, una bella prestazione lo proietterebbe di nuovo all’attenzione della provincia a cui vorrebbe dedicarsi a tempo pieno.

Poi San Michele, con Portorose e Adrian Topalli. Portorose ad Asti, ed anche in precedenza, era piaciuto ai palati fini, si dice che può necessitare di una monta raffinata ma a sella qualcosa potrebbe cambiare; Topalli, con questo tipo di monta può dire la sua anche con un soggetto più delicato ed è uno di quei fantini che certo non si lascerà scappare l’occasione di mettersi in mostra e dare il massimo, sia per cercare future conferme su Buti che per bissare un 2017 che per lui è stato importante e ricco di vittorie.

Pievania si presenterà con Matato e Simone Fenu, giovane che al momento si allena con Carlo Sanna e che piace; i biancoazzurri si affidano al detto cavallo esperto con fantino giovane, un vecchio adagio di Palio; il grigio di Scuderia Coghe ha tutte le caratteristiche per mettere a proprio agio Fenu, anche lui all’esordio a Buti, se capiterà grazie ai sorteggi delle batterie e alla batteria del Signore, sarà da vedere se Matato sarà in grado di sostenere tre batterie puntando alla vittoria finale.

Infine San Nicolao con Sandro Gessa, ormai storico fantino di Tanaro, ed Unico de Aighenta.

Le qualità di Unico sono evidenti dai suoi risultati, a Piancastagnaio era apparso un po’ acerbo per la Provincia, un anno di maturazione può avergli fatto fare quel salto verso la completezza, anche fuori dalle regolari, che tutti si aspettano da lui. Sandro Gessa, dopo la grande fiducia di 3T ad Asti, ha l’opportunità di misurarsi con un altro Palio, fuori dalla Sardegna, certamente quella bianconera è l’accoppiata che al momento desta più curiosità ed incognita.

A differenza della fretta dello scorso anno nel 2018 ci sarà la possibilità  di vedere in azione soggetti preparati ad hoc per questo appuntamento, cavalli che in teoria  potranno disporre, differenze di valore escluse, di una  preparazione simile e specifica, considerando anche che, in un mondo paliesco fatto ormai solo di mezzi, una  bella prestazione su Buti può essere foriera di una  serie di ingaggi per tutto l’anno; la scuderia Fioravanti si rimette di nuovo in gioco, con i due grandi soggetti di proprietà cercando di bissare da subito con il Palio di Buti la brillante annata del 2017; Narduzzi risponde con Ribelle, sperando che la sua resa in pista si più efficace di quella di Briccona  dello scorso anno, Scuderia Dei mette in gioco da subito ad inizio anno il suo gioiello, su cui ancora c’è da capire quale sarà la sua destinazione definitiva, se le regolari o la provincia.

Sul fronte dei fantini, oltre agli esordienti, sulle cui capacità e futura carriera, molti sono pronti a scommettere, rimane il dubbio, che forse anche per quest’anno non sarà sciolto, se Gavino Sanna potrà scegliere di dedicarsi anche ad altre piste oltre ai suoi tracciati “di casa” come Buti ed ora anche Fucecchio o continuerà a destreggiarsi tra regolari e provincia, se Di Stasio può avere pienamente recuperato la forma, anche dal punto di vista emotivo, dopo l’infortunio, se Fiori vorrà ancora tentare il suo “ un tiro un gol”, se Gessa saprà tirare fuori le unghie per tentare di rientrare in pieno nel giro della provincia e se Topalli saprà già a gennaio riconfermare la grinta e la forma a cui ormai nel 20107 ci ha abituati.

Le prime risposte già inizieranno a scivolare da Buti al mondo del Palio fin da domenica con l’estrazione delle batterie; lì entreranno in gioco anche una altra serie di considerazioni da parte delle Contrade.

Intanto la festa prende sempre più forma, con il nuovo presidente del Seggio di Sant’Antonio Alberto Spigai, una rinnovate equipe veterinaria con il Dr.Clerici ed il cencio del Centro Poliedro su cui campeggia un cavallo bianco.

Buti e le sue Contrade con la loro serie di riti religiosi e civili si preparano al suo grande giorno, con tutta la curiosità e le chiacchiere che ogni Palio, da tradizione, porta con sé.

Eleonora Mainò

Credito fotografico: Gruppo Fotografico La Torre

 

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