Mattia Chiavassa e Scuderia Dei: obiettivo Siena.

Il Verrocchio (Elonora Mainò) 11/03/2018
Avremmo voluto potervi raccontare l’incontro con Mattia  Chiavassa e Scuderia Dei qualche tempo fa; lo abbiamo tenuto nel cassetto aspettando che La Flora annunciasse i suoi fantini per il 2018, Gavino Sanna per il Palio e Mattia Chiavassa, appunto, per la Provaccia. Un ritorno il suo nella Contrada del Fiore dopo il 2015, frutto, ce lo ha raccontato lui stesso quella mattina, di rapporti personali nati in quell’occasione e cresciuti al punto tale da portarlo ad indossare di nuovo la giubba rossoblu’.Con lui si racconta Scuderia Dei.

Fa strano sentire parlare di Palio con l’accento di Mattia Chiavassa, la sua origine, Cuneo, è così, di impatto impensabile da collegare a questo mondo che il Verrocchio cerca di raccontarvi. Ma Chiavassa, la cui esperienza viene dal salto ad ostacoli, ne parla di Palio, e senza mezze parole dice di mirare dritto a  Piazza del Campo. E’ la conchiglia senese quella che in lui ha fatto nascere prima la passione poi il sogno, quella che lo ha spinto a togliere la sella, spostare gli ostacoli dal campo e iniziare a montare a pelo. Un percorso iniziato a Cuneo che poi ha trovato una strada ad Asti, fino all’esordio alle corse  allo Stadio . Ma quello astigiano per lui rimane un momento di passaggio nella sua giovane carriera, Siena era la meta prescelta e Siena è diventata da alcune stagioni il suo campo base, dove ha incontrato anche due maestri d’eccezione, prima Silvano Vigni durante la sua permanenza a Vescona poi da questo inizio anno Massimo Donatini, nella cui scuderia si è stabilito insieme ai suoi cavalli, creando una sorta di avamposto in terra senese della Scuderia Dei.
Un passaggio quello dalle crete alle volte basse che, Mattia lo conferma, va letto anche come una precisa scelta di essere più sul territorio, vicino alla pista delle Fornaci, ma non solo, più dentro a quelli che possono essere i giri tradizionali delle dirigenze.
Di e con Bastiano, guida scelta con cognizione di causa, ricorda una  bella stagione e un maestro intelligente, scaltro ma non duro; poi il passaggio da Massimo Donatini, uno che nel giro per poco o per molto ne ha formati parecchi di ragazzi ,” Massimo- dice Mattia- era la persona giusta per me in questo momento, è uno che ha molto da insegnare e che soprattutto ha voglia di farlo, con lui il lavoro sui cavalli è complementare, monta lui i miei ed io i suoi, si lavora come se fossimo un’unica scuderia, senza gelosia”
Ed i cavalli in questa scuderia sono davvero numerosi, i tre targati Donatini tutti del protocollo, e un bel gruppo tra quelli di Chiavassa e della Scuderia Dei; tra cui spicca Unico de Aighenta.
Mattia, ingaggiato per il Comune di Baldichieri per il prossimo Palio di Asti e fresco dell’annuncio del suo legame con La Flora con cui disputerà la provaccia a Legnano, si prepara alla Provincia, con tutto il percorso completo da fare, anche grazie ad alcuni cavalli del protocollo, l’obiettivo fisso è Siena, con un occhio anche a Fucecchio, un Palio a cui lo lega per ovvie ragioni la Scuderia che lo sostiene, ma Piazza del Campo è e rimane predominante nei suoi pensieri e non nasconde, a fronte di molte voci di corridoio, che qualche rapporto un poco più approfondito, rispetto alle solite chiacchiere di cortesia, sta iniziando a maturarlo con qualche dirigenza senese.
La sua stagione passata segnata da importanti successi dei cavalli allenati può essere una  base di partenza buona per un 2018 più corposo come fantino, non solo come allenatore, la voglia c’è tutta; di lui , nel 2017 rimane su tutte, almeno per noi del Verrocchio, una prestazione “ da vecchio mestierante”, quella nel memorial Gentili a Castiglion Fiorentino, per i colori del Cassero. Spesso a questi giovani che si affacciano alla Provincia viene imputato di avere poca voglia di rischiare sporcandosi le mani, Chiavassa fu protagonista di un gesto forte, sanguigno, che poteva esporlo anche a rischi fisici a 15 giorni dalla tratta “ ho fatto quello che c’era da fare in quel momento; avevo i colori di una  Contrada addosso e dovevo e volevo onorarli, non avrebbe avuto senso pensare a quello che potevo rischiare”.
Un ragazzo deciso, sembra Mattia, uno che, come tutti quelli della sua generazione, è più preparato, almeno in teoria,  sotto molti aspetti rispetto alla vecchia guardia, dosa piccole nozioni di veterinaria, di fisioterapia, usa termini tecnici che forse 30 anni fa nessuno dei suoi colleghi avrebbe immaginato di conoscere, di sicuro,  sulla carta questa sarà una generazione dove professionismo e preparazione , attenzione alla tecnica e  ad un certo tipo di monta, sarà un comune denominatore e non per caso , anche Chiavassa, come Guglielmi e Putzu, se deve indicare un fantino del passato a cui ispirarsi, dice Luca Minisini.
La curiosità, di molti, è capire come con acquisti di categoria, Unico su tutti, si sia scelto un giovane, fuori dal giro e senza un grande curriculuum alle spalle; Maicol Dei, questa mattina, taglia corto sorridendo” Mattia è uno che si fa voler bene “.La simbiosi tra il proprietario e il fantino emerge parola dopo parola, ogni sforzo, ogni scelta viene fatta sulla totale fiducia per Chiavassa, tutti i cavalli sotto la sua responsabilità sono il mezzo messo a disposizione per emergere, per mettersi in mostra, come se qui si covasse non solo il sogno di ricavare soddisfazioni dai cavalli ma anche quello di creare, con un percorso condiviso, un fantino vero.
Con Maicol i discorsi spaziano, racconta di come si nata questa idea della Scuderia” principalmente dalla voglia di condividere un ‘esperienza tra amici, con una  base di partenza però forse un po’ diversa dal solito, eravamo certi che per avere risultati bisognava comunque avere il coraggio di rischiare consapevoli che un cavallo di scarsa qualità seppur bene allenato, non potrà mai raggiungere grossi obiettivi, con Unico, le cose ci sono andate bene, il 2017 è stato un anno di grandi soddisfazioni a livello ippico nazionale, vincendo il G.P. d’Italia e la Chiusura dell’anglo-arabo. La domanda di molti è quale sarà la destinazione di Unico per questa stagione, difficile dirlo ad ora anche per noi, sicuramente vista la giovane età è ancora in crescita e già dopo questo inverno sembra maturato, siamo consapevoli che un cavallo di quel valore purtroppo rischia di pagare un giudizio severo ogni volta che scende in pista, qualsiasi pista. Per noi lui ha voglia di provincia e la speranza che ci possa togliere in questo ambiente grosse soddisfazioni c’è ma siamo anche convinti che non si devono mettere le mani avanti coi cavalli e che bisogna programmare un passo dopo l’altro senza forzare troppo ne’ la preparazione ne’ la predisposizione dell’animale.”
Come Mattia, anche la scuderia con il trasferimento a scuderia Donatini ha iniziato ad intrecciare  rapporti più forti con l’ambiente senese, lo stesso Stoppa fa parte del consiglio dell’Associazione Proprietari Allevatori ed Allenatori Cavalli da Palio “ Si questo nuovo corso dell’Associazione ha evidenziato da subito nuove aperture con proprietari anche non del senese, prima l’ambiente era più chiuso, adesso percepiamo un cambiamento netto, inutile girarci intorno, chiunque investa nei cavalli per la provincia e per il protocollo coltiva un sogno, che è quello di vedere un giorno il proprio cavallo correre il Palio di Siena, è l’aspirazione di tutti, senza mancare di rispetto agli altri Palii, per chi ama questo mondo e per chi ci investe, il Palio è Siena.
Con Maicol è impossibile non toccare l’argomento Fucecchio” siamo sempre più una  terra di appassionati, noi che siamo la seconda generazione di giovani adulti dopo la nascita del nostro Palio, siamo la presenza più numerosa sempre e ovunque alle corse e ormai se si facesse un bilancio si potrebbe dire che ogni Contrada potrebbe disporre almeno di un cavallo di proprietà dei propri contradaioli, un numero tale che potrebbe e forse potrà in un futuro magari non lontano far pensare sulla possibile creazione di un parco cavalli base a completa disposizione della nostra festa.”
La voglia di un cavallo di scuderia per la Buca sembra forte, ma ci sono anche una serie di dubbi sul criterio di valutazione dei soggetti, a partire dalle corse di primavera dove, per fare un esempio, col tempo è andata a perdersi la tradizione del gran premio di Pasquetta che permetteva di giudicare i cavalli su due corse nello stesso pomeriggio ,come poi avviene il giorno del Palio. “Fucecchio e noi fucecchiesi siamo particolari coi nostri concittadini, basta guardare il percorso faticoso che ha fatto Topalli prima di essere finalmente scelto per correre, ma ci sarà tempo, anche  per noi, per  provare a toglierci qualche soddisfazione in Buca.”

Un ringraziamento particolare a Massimo Donatini, padrone di casa discreto e premuroso che ci ha messo a disposizione la propria scuderia ma soprattutto la selleria, dove con piacere abbiamo ripercorso tutti insieme 20 anni di storia di Palio e di Provincia.

Eleonora Mainò

Credito Fotografico Carlo Pennatini

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