Legnano: Il fiore, la virtù e la vittoria

Il Verrocchio: Legnano 27/05/2018
Il Crocione è rossoblu.

Di questo Palio si era detto molto, si era anche detto che Escobar (Genarmoly) era indiscutibilmente il cavallo migliore, sulla carta, che Gavino Sanna si era ripreso brillantemente e lo avevamo visto a Fucecchio; si era detto anche che (ed era un pensiero condiviso da molti) che non sarebbe stato facile per loro, perché avrebbero avuto gli occhi addosso delle altre sette contrade, perché i big presenti avrebbero fatto contare l’esperienza e qualche diavoleria soprattutto al canape.

E invece no, a dimostrazione che il Palio difficilmente si fa contro, La Flora ha vinto in maniera indisturbata, sia perché il cavallo ha dimostrato una superiorità indiscutibile sia perché nessuno ne’ in batteria ne’ in finale mai gli ha messo pressione. Fuori in batteria le due altre contendenti più accreditate, San Domenico e San Martino, rimangono della partita finale Sant’Ambrogio con Zedde e Legnarello con Tittia dalla prima batteria e dalla seconda come La Flora arriva Sant’Erasmo con Dino Pes .

Finale quindi senza avversarie. L’impegno richiesto a Narduzzi è minimo; sembra che tutti abbiamo una gran voglia di accelerare i tempi. La costante di questo pomeriggio di Palio è la potenza tranquilla di Genarmoly che letteralmente beve la batteria senza battere ciglio, sotto gli spalti prima della finale lo stupore di tutti è per questo cavallo, sembra chiaro poi che con in groppa un peso piuma sia imbattibile a meno che non arrivino le strategie dei big, le mosse di qualche avversaria rimasta fuori o una cordata che tenti di non far partire La Flora. Gavino Sanna è a un passo da ricalcare la storia di Silvano Mulas, vittoria a Fucecchio, successo nella Flora l’anno successivo. Ed è quello che accade. Senza nessun intoppo, Gavino prende dopo pochi metri la testa e il Palio di Legnano finisce subito, dietro il più intenzionato a dare battaglia sembra Dino Pes ma il divario tra i cavalli è evidente, Genarmoly non si fa recuperare mai un metro. Preparato alla perfezione, nato per vincere. Il cavallo giusto per un’esordiente in questa pista,di capacità certo e di esperienza, altrove, ma pur sempre un fantino che qui, prima delle prova di giovedì e venerdì non aveva mai corso.
Un fantino che a marzo pareva fuori dai giochi, come Dino Pes del resto, e che tutti avevano pronosticato come forse non del tutto rimessosi dall’infortunio. Ma avevamo avuto un campanello di allarme la settimana scorsa in Buca, dove era stato protagonista di una corsa di rimonta che per poco non lo aveva portato alla vittoria. A ripercorrere i mesi passati va attribuito il merito di aver “pensato” questa accoppiata non solo al gruppo stalla della Flora, al nuovo Capitano Cristian Parini ma anche a Valter Pusceddu che ha sostenuto Gavino da subito, anche contro i dubbi e le critiche, sempre in maniera convinta. Per lui un grande ritorno, seppure da dietro le quinte, in una Contrada dove aveva percorso molta strada.
Per le altre Contrade, cocente la delusione di San Domenico, costante la poca incisività di Bartoletti fuori da Piazza del Campo, per il resto le differenze le hanno fatte i cavalli, di sicuro non la politica che a Legnano non si è proprio presentata al Campo Mari.
In questi giorni in giro per Legnano si diceva che per fermare La Flora si sarebbe dovuta ostacolarla in partenza, non è accaduto. Si aprirà un nuovo ciclo rossoblu’? Gavino continuerà a solcare le orme di Mulas fino a scenari fino ad adesso inaspettati? Di sicuro c’è che Genarmoly andrà al prato fino al prossimo anno.

Il Crocione è rossoblu.

Eleonora Mainò

Credito fotografico: Legnanonews 

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