Il controcanape. Siena, è stato un Palio bello

Il Verrocchio (Eleonora Mainò):  Siena 03/07/2018
Che Palio è stato?  Un Palio bello, perché fortunatamente vogliamo bene ad un gioco che rimette sempre, quando il canape si abbassa, le cose al posto giusto.

E’ stato un Palio che al primo San Martino ha come affrescato questi tempi in una istantanea che segna la fine di un’epoca. Trecciolino ai materassi, Sanna , Scompiglio, Tittia e Brio già verso il Casato. Una linea netta a separarli, questi sono i protagonisti di oggi e lo saranno anche domani. Cambieranno nell’ordine ma rimarranno questi gli addendi con un modo nuovo di fare il Palio, o comunque diverso da quello che è stato vissuto negli ultimi 20 anni. Plotoni meno folti, sicurezze meno fondate, cavalli differenti da quelli con cui Trecciolino ha conquistato la maggior parte dei suoi 13 Palii. Accoppiate ogni volta da riformare e scoprire, soggetti da individuare come i migliori per poi poterci correre sopra. Ognuno di loro ha caratteristiche diverse, c’è da scommettere da subito su chi dei non vincenti il 2 sera sferrerà l’attacco ad agosto, forse ci riproveranno tutti. Poi Gingillo, che ai non attenti a ciò che succede fuori da Piazza, dava poca fiducia da tempo. Si assesta accanto a Sanna, insieme sono a ruota dei super big, e si fa riscoprire nuovo, perfino ostinato o semplicemente anche in Piazza del Campo pienamente consapevole dei npropri mezzi. Gli altri sono poco o nulla giudicabili, vuoi per le cadute vuoi per cavalli evidentente ( almeno in alcuni casi) poco o nulla atleti. Avremo ancora Porto Alabe ? Cavallo affidabile ma che ( lo dicono i numeri) certo non nasce vincente, sebbene sia stato l’unico ad avere il privilegio di incontrarsi e scontrarsi con tutti i bomboloni di turno. Rivedremo Rocco Nice? Magari ad agosto,contando sulla famosa teoria ( annullata da Preziosa Penelope) che chi vince a luglio poi ad agosto è in affanno. La scelta dei cavalli rimane lo snodo da cui tutto si dipana, nonostante in un Palio come questo con tante nemiche in campo, per molti casi si siano confermate il 29 pomeriggio le monte che già si ipotizzavano a gennaio.
Sul Palio delle nemiche, al Verrocchio pensiamo che polemiche, considerazioni e conclusioni anche sul dopo corsa sono da tenere fuori da un blog.
Per la mossa, vale sempre ricordare le parole di un Capitano: si aspetta tutto l’anno per vedere quei canapi tirati, finché dura la mossa dura il sogno, dura l’illusione e la speranza, la strategia e la paura, quando si abbassa il canape, dopo poco più di un minuto finisce tutto e rimane solo l’attesa.
Le Contrade, hanno avuto ragione in tutto quelle favorite dall’assegnazione, quindi scelte dai big, infruttuoso, escluso Rocco Nice, il lavoro sui cavalli esordienti. Ma sia del lotto dei cavalli, che delle scelte dei veterinari e di conseguenza del Protocollo che dell’operato del mossiere avranno e dovranno avere tempo e modo di riflettere, se non con soluzioni immediate per Agosto su almeno uno di questi aspetti, in prospettiva del 2019 con un lungo dibattito e confronto invernale.
Questo è Palio che rimane nell’urlo di Andrea Mari, dove dentro c’è tutto, come sempre quando vince lui compreso quel suo essere con orgoglio così profondamente senese, così dentro a tutte le emozioni che il Palio si porta con se’ dalla felicità alla rabbia.
A volte Spavaldo, a volte concentrato, a volte guascone a volte bambino, poco controllato nelle emozioni.Che sia la sua faccia vera ? Difficile dirlo e bene sottolineare anche come sia inutile saperlo, in Palio dove spesso si glorificano i rapporti umani tra uomini di Palio sarebbe bello ricordarsi come queste figure dovrebbero diventare personaggi solo a cavallo, mai o raramente a terra.

Un pensiero finale per una amica di vecchia data del Verrocchio, Susanna Guarino, a lei che da ieri festeggia il suo Drago un abbraccio pieno di amicizia, certi che questo sia uno degli aspetti più belli della tradizione.

Eleonora Mainò
Credito fotografico Luca Lippi

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