Lo scosso di Bientina, Quattro Strade vince dopo 20 anni

Il Verrocchio (Eleonora Mainò): Bientina 15/07/2018

Si fa buio un’altra volta a Bientina, passano i minuti la luce diminuisce sulla piazza; le batterie,come sempre, hanno segnato il destino di questo palio. Dalla prima batteria vanno in finale Quattro Strade con Topalli e San Vittore  e Santa colomba con Pusceddu e Shamera, dalla seconda Puntone con Arri e Pestifero  e Viarella con Pacini e La Via  da Clodia.
Come da clichè,  il lavoro del mossiere è intenso grazie alla presenza delle nemiche al canape. Ma, quello che ci lascia questa edizione del Palio di San Valentino, è soprattutto una serie di storie. La storia di Pusceddu con Santa Colomba alla ricerca ostinata della vittoria, ancora una volta, però, senza. La storia del Puntone di Federico Arri e Pestifero, la contrada vincitrice del Palio straordinario che nell’inverno aveva ceduto il pacchetto vittorioso alle Quattro Strade; Federico Arri che, molti anni, fa aveva esordito proprio nelle prove con il Puntone a Bientina e Pestifero ritenuto poco adatto a questa pista; sono andati in finale, invece, chiudendo a loro volta un cerchio delle loro vite magari e lanciando, allo stesso tempo, un occhio ad un possibile futuro rapporto.

Poi Viarella che, nella giornata di sabato, a sorpresa ha visto scendere il proprio fantino Dino Pes per poi montare un nome che ha sorpreso tutti: Jacopo Pacini. Al ritorno, dopo molti anni in un Palio importante, tiene testa al canape in batteria alla rivale Cilecchio, cade in corsa ma il cuore di Via da Clodia, lo porta in finale comunque. Un rientro che ha dimostrato aver meritato. Infine, Quattro Strade; per loro non vale il detto che chi vince è stato più bravo degli altri perché, quando si vince con un cavallo scosso, non si e’ solo bravi da un punto di vista strategico ma si è così bravi da meritare anche la fortuna. I biancoverdi, guidati da Nicholas Desideri e Graziano Marmugi, avevano acquistato la squadra vincente dello straordinario, Topalli-San Vittore  e anche la veterinaria, la dottoressa Bertini. Nessuno ha deluso le aspettative: né Topalli, almeno finché è stato a cavallo in finale per la grinta; né San Vittore, che ha galoppato in sicurezza, con e senza fantino e nemmeno la  stalla, che lo ha evidentemente ben supportato. Ripetersi  ancora sulle doti di Adrian Topalli da fantino e allenatore sarebbe diventare noiosi;  certo è che questo cavallino, di proprietà di Bientinesi, ci sorprende ogni volta sempre di più. Lo hanno tirato su con pazienza, quando è stato davvero pronto, ha iniziato a vincere senza indugi. Ed è stato lo stesso Topalli a dirlo: “Il Palio,  l’ha vinto lui: San Vittore.”
Ognuna di queste storie avrebbe forse meritato il lieto fine, lo avrebbero meritato i Capitani, Concezio Iannella, Giacomo Cai e Giacomo Berti, ma lo ha meritato evidentemente di più Nicolas Desideri, che, alla base del suo successo ha messo la pedina fondamentale, scegliendo il cavallo più forte, quello capace di divorare con voracità e intelligenza la pista. Per Luciano Bacelli, si chiude così la prima edizione del palio di Bientina vissuto da Presidente del Seggio di San Valentino, con l ‘immagine del palio perfetto, quella in cui cioè la strategia, la tattica, i giochi tra Contrade vengono abbattuti in un colpo solo da un cavallo dall’istinto vincente.
Bello il palio di uno scosso.
Arrivederci Bientina, al prossimo anno.
Eleonora Mainò

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