Piancastagnaio. Voltaia e Gingillo, stesso destino

Il Verrocchio (Eleonora Mainò): Piancastagnaio 19/08/2018
Il cencio torna dopo un anno in Via XX Settembre. E’ il quarto conquistato dal Capitano Alessandro Conti

Alessandro Conti, al quarto trionfo da capitano parla di stile Voltaia. Provare ad individuarlo è semplice, di certo deve aver imparato dal babbo, di certo a questo stile ha aggiunto molto della grinta che gli si legge spesso in volto,  tanto, forse la malattia del Palio lo divora. A lui Voltaia deve i suoi quattro ultimi trionfi, a lui deve le vittorie con Silvano Mulas, l’aver creduto poi in Carboni, gli ingaggi di Genarmoly. Poi la vittoria dell’avversaria, nel 2017, in un Palio che rimarrà nella storia per il cambiamento dai puri ai mezzi, una corsa in cui Voltaia sembrò confusa  e la scelta infine di Gingillo per il 2018, fantino storico del Coro, una scelta forte.
Già nel 2012, come nell’edizione di ieri del suo Palio, Alessandro Conti aveva coronato il sogno di ogni Capitano e di ogni Contrada: la  ringollata. Vincere l’anno dopo l’avversaria ha un sapore doppio. Ma, il Palio di ieri a Piancastagnaio, ci ha regalato molto di più. Abbiamo dovuto aspettare il 18 agosto per goderci un Palio combattuto; da Fucecchio in poi, avevamo visto solo assoli. Ieri, finalmente, ci hanno regalato un Palio dove almeno fino all’inizio dell’ultimo giro l’alternanza in testa è stata il sale della corsa. Voltaia ha saputo approfittare della lotta tra Borgo e Castello, spinta anche dall’entusiasmo di un Giuseppe Zedde inarrestabile, l’ingresso alla curva prima della mossa di tre Contrade è stato batticuore puro. Coro, pur partito in testa, si è perso forse su un’altra lettura del Palio. Più di sempre Piancastagnaio è stato figlio del Palio di Agosto a Siena, in modo diverso meno su aggiustature politiche più sulla forza della convinzione e dello stato mentale di Gingillo. Forse l’appunto da mettere al primo posto per il Palio del prossimo anno è trovare la giusta quadratura sulla lunghezza del percorso, la pesantezza del terreno e il cavallo da ingaggiare. Asti intanto è alle porte per la prima volta più di sempre, sarà curioso vedere come e quanto la corsa di Piano influirà sulle forze in campo, nell’ottica di un filo rosso che ormai, abbiamo imparato, collega spesso tutte le piazze.
Il cencio a più dimensioni di Alessandra Letteri, intanto, è in via XX settembre dove ha trovato la dimensione definitiva, quella della vittoria in Voltaia.

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