Castel del Piano. Borgo, la forza delle donne e la forza della memoria.

Il Verrocchio (Eleonora Mainò): Castel del Piano 11/11/2018
La Contrada ha festeggiato ieri sera la vittoria del suo 15° Palio

La cena della vittoria rosa e viola si può leggere sotto tanti aspetti; il più immediato ce lo offre la Contrada stessa, i 50 anni di Palio. Questo è il filo rosso della serata che si incrocia con la vittoria di quest’anno, a far da cornice infatti a Brigante ci sono tutti o quasi i fantini che in questo mezzo secolo hanno alzato il nerbo per il Borgo: Tistarelli, Ricciolino, Bazzino, Il Bufera, Davide, Olinto, tutti chiamati uno per uno a ripercorrere la loro vittoria, una bella rimpatriata per una Contrada che festeggia la 15 vittoria, un modo bello di rendere omaggio e riportare al reale e non più solo alla memoria e ai racconti i protagonisti del passato. Sabrina Rosati, raggiante ma ancora travolta dalle emozioni del sogno raggiunto, è senza dubbio il biglietto da visita della sua Contrada, anche stasera, rassicurante ma determinata, sognatrice ma concreta. Poi Carlo Sanna, Brigante, voluto e cercato anche contro le dinamiche abituali di questo Palio, uno di poche parole, sorrisi stretti, che in questa Contrada evidentemente ha creduto fino ad esporsi da agosto così, a lui serviva qualcosa da raccogliere fuori da Siena, Borgo l’ha capito. Intorno una squadra solida a prendersi cure di Quantovali, Lele Nebel e Duccio Pellegrini, due professionisti sui cui curricula non c’è da aggiungere nulla se non vittorie ovunque e Simone Ciuoli.
Ognuno dei protagonisti ha il suo momento, la storia deve aver insegnato da sempre a Borgo che le vittorie si costruiscono attraverso la collaborazione e la passione di molti fin dal più lontano passato.

Eccolo un altro fil rouge della serata, che emerge gia’ alla presentazione del numero unico, la memoria, attraverso le parole di Roberto Corsini e Mariella Frediani. Ricco di significato il discorso di Roberto Corsini, spiritoso ma importante, ma è Mariella Frediani che letteralmente” spacca”la platea, per niente misurata, appassionata, grata del passato, riconoscente ai giovani per il presente e la promessa del futuro, attaccata ai ricordi e ad un vissuto pieno non solo di momenti ma volti cari, ma con lo sguardo fiducioso verso il futuro del suo Palio e poi della sua Contrada. Uno di quegli interventi che fa bene ascoltare, che raccontano con pennellate nel passato e nel futuro la meraviglia e la fortuna di amare, vivere e godere di Contrada e Palio. Sabrina Rosati e con lei tutta la loro Contrada hanno radici forti da cui continuare ad imparare.
Con questa cena si chiude anche per noi, del Verrocchio, un anno un po’ troppo lungo, faticoso ma pieno, colorato dalle emozioni e dalle parole di tutti voi, che siate stati con noi per uno scatto o una battuta soltanto, o che come spesso abbiamo la fortuna di fare abbiamo vissuto ed accompagnato per tanto tempo, nell’ attesa,poi nella gioia e anche nei dispiaceri.
È stato un viaggio straordinario, ma non avevamo dubbi, sappiamo, sapete che un paese con un Palio è un paese migliore.

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