Cassero, Red Riu e Qui Pro Quo: affari di famiglia

Castiglione offre sempre letture diverse, sarà perché qui il Palio si fa in maniera più cruda, sarà perché quelle mosse lunghe regalano sempre la possibilità di osservare cavalli e fantini proprio da dentro.

Vince Cassero, trionfatore annunciato; prima di correre all’arrivo al parterre Qui Pro Quo e Red Riu regalano l’immagine più bella del Palio, due cavalli regali, quei fratelli che si assomigliano davvero.

Si restituiscono il favore di qualche anno indietro, Red Riu è il cavallo di questa primavera, senza dubbio, dispiace che il nuovo protocollo gli abbia impedito l’ammissione all’albo, sarebbe stato interessante vederlo in Piazza, così maturo ed efficace.

Con loro Pusceddu e Topalli, il primo torna al ruolo che negli anni ha fatto la sua fortuna, comprimario, vero è che una mente da Palio si vede anche in queste occasioni, mettersi al servizio cambiando le carte in tavola quando è necessario. Ma il passo più importante Pusceddu lo aveva fatto i giorni precedenti, la pace con Topalli e il suo rientro a Cassero di conseguenza.

Senza di lui, Topalli, forse i biancocelesti non festeggerebbero la vittoria adesso. Ieri al canape era meno sorridente di sempre, forse sapeva già di essere quello dei due che doveva scappare primo, per lui una novità quella di essere la punta vera su cui scommettere, una sensazione nuova ma meritata.

Dilungarci troppo su di lui sarebbe una copia della copia, quello che vale lo fa vedere, chi ancora ha dubbi o reticenze si perde il gusto di giocare, forse, con un fantino duttile, allenato, capace e che soprattutto rispetta gli ordini.

Poi Gavino Sanna, che anche quando perde sorprende, anzi forse la sconfitta di Legnano e quella di Castiglione saranno la sua vera base da Palio, muove i gomiti quando gli stanno troppo addosso, senza perdere concentrazione, regge botta, tutti addosso a lui. Non vince ma sicuramente impara da questa situazione, è sempre più un jockey nel fisico con la testa di un fantino da Palio.

La conclusione non può che essere per Marco Bitti che regala a Porta Romana il primo Memorial Gentili; Bitti, introverso e silenzioso, a cavallo risuona come un’orchestra, abile, lucido, avanti, guida i cavalli con una facilità che sembra avere quasi un telecomando al posto del nerbo, uno da palcoscenici ancora più importanti.

Eleonora Mainò

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