Riflessioni dal Verrocchio – 2 Luglio 2019

Anche un osservatore distratto deve ammetterlo, la Giraffa negli ultimi anni soprattutto, non ha mai mollato, ci ha provato se non sempre, quasi sempre, con ogni tipo di fantino e cavallo, segno di una sete inesauribile di vittoria che fa di questa Contrada un ambiente appetibile, come scelta, talvolta come rifugio, spesso con la certezza di non passare inosservati. Questo non toglie nulla alla corsa di Tittia. Chi lo aveva guardato bene a Legnano si aspettava molto da lui, lucido, calcolatore, col sorriso quasi tagliato da una smorfia. Ci aveva fatto vedere che era tinto di nero, forse anche ferito nell’orgoglio. Non perde un attimo sul tufo, non si distrae, non aspetta aiuti, coglie con attenzione quello che la sua corsa e quella degli altri gli offrono e lo sfrutta a suo vantaggio. Rimane a cavallo nei minuti dell’incertezza come se non volesse perdersi quell’attimo, sebbene arrivato in ritardo, di tutti sotto a lui, alza gli occhi e poi esplode.

Questa carriera segna il suo ritorno alla vittoria, ma segna molto altro ancora, definendo sempre più le posizioni, le fasce alte e quelle basse tra i fantini. È chiaro come i big restino in alto, è chiaro che Gingillo al suo rientro non dovrà temere di sgomitare per un posto e che Trecciolino è capace di resistere agli anni e agli affanni, ma è anche chiaro che questo famoso ricambio va cercato e se trovato tirato fuori, come ha fatto il Drago con Arri o come la Tartuca con Tempesta. Con coraggio, con incoscienza o forse solo con la voglia di costruirsi qualcosa per non farsi trovare impreparati quando la sorte non ti assegna uno dei cavalli in cima alle famose liste. Ecco tra liste, fogliettini e quant’altro è il momento davvero di dare la scossa con qualche altro nome nuovo, che rinfreschi l’ambiente o che metta un po’ di adrenalina addosso a chi si è adagiato; quello da scegliere anche come opzione, come alternativa nella buona e nella cattiva sorte ma che non sia solo un nome di rimpasto o di ripiego. Qualcuno pescato in provincia dove davvero spesso si sgomita o pescato dal nulla, con un’intuizione o per caso. E se sbaglia? Sbaglierà come sbagliano in 9, ogni volta, da sempre.

Un investimento, come un altro, come tanti di quelli che le Contrade in mille direzioni fanno.

Eleonora Mainò

Credito fotografico: Martina Folco Zambelli

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