IL PROGETTO

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Il Verrocchio nasce da un’idea di Eleonora Mainò, Marco Conti e Johara Camilletti.

Ci siamo immaginati sul Verrocchio, noi tre, per cercare di spiegarvi almeno l’inizio del nostro viaggio; ci siamo immaginati di aprire la busta con il nostro ordine al canape, immersi nel silenzio.

Abbiamo scorso il suo contenuto e poi, da copione, appoggiato il prezioso pezzo di carta con il nostro ordine ideale di mossa su questo magico marchingegno e siamo pronti,  adesso, a leggervelo quasi come fosse un manifesto di quello che abbiamo intenzione di condividere con voi.

Al primo posto la passione, perchè è il motore del Palio, di chi lo vive, di chi ne scrive, di chi col Palio lavora e vive.

Accanto la tradizione, la cura nel raccontare frammenti, ricordi e memorie che qualcuno ha conservato con amore, perchè ogni Palio per guardare al domani ha bisogno di specchiarsi nella propria storia.

Poi al terzo posto la curiosità perchè il mondo del Palio è fatto di gente, come noi, curiosa di conoscere, di sapere e capire.

Insieme alla curiosità, quasi come una  coppia di alleate accanto al canape, l’indipendenza; cercheremo di avere la giusta dose di coraggio e incoscienza per cercare di definire  una nuova  linea di ragionamento, forse meno immediata ma costruttiva.

Di seguito l’empatia, che a pelle lega chiunque si riconosce nei valori del Palio  e permette di creare legami e rapporti al di là delle inimicizie, al di là dei chilometri, andando a creare una piccola, ma in crescita, comunità di eletti.

Poi,  perchè la mossa ideale lo prevede nell’immaginario di tutti, accanto all’empatia una avversaria, la polemica, perchè ci auguriamo che il Verrocchio  possa, in piccola parte almeno, contribuire a creare confronto su tematiche importanti che coinvolgono tutti i Palii, a 360°.

Al settimo posto l’approfondimento, l’analisi, una volontà di seguire questo mondo senza puntare troppo alla scoop, senza una  partenza fulminante, ma con l’impegno di fare la nostra corsa, magari da dietro ma in modo nuovo, un modo di vedere e raccontare il Palio “slow”

Vicino all’approfondimento l’affidabilità nelle parole, cercheremo di esserci e di raccontarvi sul campo quello che è accaduto, senza urlare; cercando di accompagnare i fatti a una lettura più ampia consapevoli dei legami che oggi ci sono in tutto il microcosmo Palio

Al nono posto, ma non per importanza anzi quasi a guardia di tutto il canape, il rispetto per ogni Piazza. Questi anni ci hanno insegnato come dietro ad ogni Palio ci sia un lavoro profondo, spesso l’impegno di una comunità intera che si mette in gioco nel suo grande giorno di festa, quello della corsa.

Poi la rincorsa… di rincorsa ci sarete voi, se avrete voglia di seguirci ,perchè non saremo solo noi a salire sul verrocchio ma ci saranno i contributi di personalità che il Palio lo hanno vissuto e lo vivono ma anche quelli, ci auguriamo, di chi il Palio lo ama e lo respira a pieni polmoni e di coloro che avranno  voglia di confrontarsi in maniera pacata ma costruttiva.

Non è stato casuale scegliere un canape fatto di dieci elementi, perché sebbene Siena e il suo Palio sarà paritario motivo di riflessione rispetto agli altri Palii, nel Verrocchio e nell’ideale collettivo, il canape affettivo si tende sempre, prima che ovunque, in Piazza del Campo.